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I Tarocchi Marsigliesi – Il Diavolo

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XV – Quindicesimo Arcano Maggiore – Il Diavolo ( Le Diable )

Il quindicesimo arcano maggiore, il Diavolo, è una figura che si impone immediatamente per quello che è, non ha bisogno di molte spiegazioni, ma ha un profondo significato intrinseco, per quanto riguarda proprio l’influenza della carta all’interno del mondo dei tarocchi. Questa carta nei tarocchi può essere raffigurata in tre modi sostanzialmente diversi: la prima rappresentazione è quella di un diavolo con ampie corna, ali di pipistrello e gambe da animale. Una seconda rappresentazione è quella di una figura ermafrodita dotata di organi maschili, ma anche di un seno sviluppato. Una terza  rappresentazione lo vede su un piedistallo, sotto cui ci sono un uomo e una donna legati  per il collo da una catena. In alcuni casi, queste due figure legate sono fauni, anch’ essi di sesso indeterminato e anch’ essi con corna ramificate e coda. La mano destra del Diavolo è in alto e la sinistra, in basso, regge una fiaccola: il gesto è opposto a quello del Bagatto e della Temperanza.

 Il Diavolo, essendo stato un angelo, manifesta con la propria torcia il profondo desiderio di ascendere di nuovo verso la luce. Allo stesso modo, l’anima umana che abita nel corpo carnale, sente il desiderio profondo di risalire alle origini, alla divinità creatrice. I personaggi rappresentati nella carta, sono un miscuglio di umano e animale, alludono alle nostre potenze primarie, ai nostri ricordi preistorici seppelliti nel profondo dell’inconscio. Questa caratteristica ci ricorda, grazie a diversi segni esoterici che adornano i personaggi, che per arrivare all’illuminazione l’iniziato non deve rinnegare il lato animalesco, bensì accettarlo e guidarlo verso la luce angelica.

Il Diavolo rappresentato nell’arcano XV, non è il diavolo cristiano o biblico, ma il misterioso Baphometh, che qui esprime la possibilità, per le cose terrene, di entrare in contatto con quelle divine, di esserne partecipe attraverso la magia. Superando il terrore popolare che ci ispira, questa carta non porta in sè nessun particolare significato di negatività, del resto l’espressione del volto del Diavolo è ambigua: suggerisce sia una profonda concentrazione, sia una smorfia infantile, soprattutto in quel suo gesto di tirare fuori la lingua, proprio di alcune raffigurazioni: il Diavolo non nasconde nulla, è totalmente privo di ipocrisia e quella lingua, così sfacciatamente mostrata, indica i suoi desideri sessuali e creativi. I tre personaggi rappresentati hanno le corna, rifacendosi così alle leggende medioevali, dove si narra che certi animali rimangono impigliati con le corna nel bosco della passione. Infatti, il Diavolo è l’Arcano della passione: passione amorosa e passione creatrice. In quanto androgino, il Diavolo riunisce in sé gli attributi e le corrispondenti potenze dei due sessi uniti: rappresenta il sesso nella sua forma di pulsione elementare, istintiva, energetica. L’astro del mattino, Lucifero, il portatore di luce, precipitato dal cielo e conficcatosi nel punto di equilibrio di tutte le forze al centro della Terra, è il coagulo di tutte le energie, il Sole nero. La carta indica un punto culminante dell’energia elementare dell’essere, scatenata dal mescolarsi delle polarità opposte, lo Yang e lo Yin, il maschio e la femmina, il sole e la luna su un piano molto profondo dell’essere. Il pericolo di questa forza sta nel suo potere attrattivo e nel rischio di un blocco, un raggelamento pietrificante di tutte le energie cosmiche:questo è il senso delle due piccole figure legate con la corda al collo.  In modo analogo Dante rappresenta il cerchio più profondo dell’Inferno, quello in cui è conficcato Satana: scavato nel ghiaccio più spesso e profondo, blocchi congelati per l’eternità, forza d’inerzia paralizzante e cristallizzata.

Lettura : nella mentalità popolare il Diavolo rievoca il denaro, la lussuria e la debolezza verso gli eccessi. Gli istinti sono selvaggi e il Diavolo li rappresenta pienamente. Il Diavolo invita ad accettare ogni parte della propria vita, a vivere la sessualità e ad esplorare anche le parti istintive del nostro essere. Sotto il profilo divinatorio la quindicesima lama dei tarocchi rappresenta l’anima del mondo, vista come serbatoio della vitalità di tutti gli esseri. Simboleggia la luce astrale degli occultisti, le forze occulte legate all’animalità: istinto, subcosciente, impulsività, ma anche arti magiche, stregoneria, incantesimo, fascino. Il Diavolo a volte rappresenta una forte collera, che può essere riferita all’amore, o alle emozioni, oppure alla vita in senso materiale.

Quando il Diavolo è la carta iniziale, indica che fatti accaduti in passato hanno originato ciò che sta accadendo nel presente e che viviamo una conseguenza di scelte già avvenute.

Come carta di transizione tra passato e futuro, indica un grande cambiamento dovuto non tanto a comportamenti del consultamte, quanto a cause esterne.

Quando l’ ostacolo è il Diavolo, non potrebbe esserci carta peggiore: il destino è già stato deciso e la strada completamente bloccata.

Come risultato, il Diavolo mette in guardia il consultante: il suo obbiettivo sarà raggiunto, ma questo comporterà conseguenze irreversibili, per cui bisogna chiedersi se si è  davvero convinti di voler raggiungere quel risultato.

Nelle divinazioni che hanno per oggetto la salute, il Diavolo rappresenta grossi problemi per il consultante, interventi chirurgici o esami pericolosi e invasivi.

Il Diavolo rovesciato può rimandare alla debolezza, a carenze energetiche, a inconcludenza, a paura delle responsabilità e dell’ignoto. Può anche rappresentare una  assoluta mancanza di regole, soprattutto in campo sessuale,  egocentrismo e rabbia.

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