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I Famigli

ll Famiglio, o Familiar, è il compagno delle streghe, stregoni e sciamani. Il loro rapporto va ben oltre il semplice legame fra padrone e animale: il famiglio e la strega sono in un certo senso la stessa persona. Il termine “famiglio” deriva dal latino famulus (servo), parola con cui, nel Medioevo, si designava la persona a seguito del feudatario, che veniva “adottata” nella sua famiglia e che viveva nel castello.

Secondo le credenze della tradizione popolare i Famigli venivano affidati alla strega direttamente dal Diavolo, tanto che nel Medioevo si assisté al massacro di questi animali proprio perché ritenuti demoniaci, ed una delle conseguenze fu la diffusione dei topi e della peste. Durante l’isteria collettiva che colpì le Streghe nel Medioevo e nel Rinascimento, l’ossessione per i Familiar era diffusa soprattutto in Inghilterra e Scozia, dove sono menzionati in numerosi atti processuali.
Il principale manuale dell’Inquisizione, il Malleus Maleficarum (1486) riconosceva che un Familiar, di forma animale, “sempre aiuta la Strega in ogni cosa”.
Non sempre però i Famigli erano considerati soltanto come esseri negativi o demoniaci: si pensava, infatti, esistessero anche Famigli più benevoli che servivano e accompagnavano uomini e donne particolarmente saggi, che erano Maghi o capi villaggio. Queste creature aiutavano a diagnosticare le malattie e gli effetti di una fattura, erano usati per la divinazione e per trovare oggetti e tesori perduti. Durante i rituali i Maghi li facevano apparire, imprigionavano la loro essenza in bottiglie, anelli o pietre, pronti per invocare lo spirito che avrebbe assicurato loro successo nel gioco, in amore, nel lavoro, o in qualsiasi cosa il proprietario desiderasse. Si riteneva che questi esseri, essendo sensibili alle vibrazioni psichiche, fossero particolarmente utili per lavorare all’interno di un cerchio magico, o come catalizzatori di energia durante i lavori magici.

Ci sono vari tipi di famigli: il più comune è il Familiar animale, ma potrebbe essere una pianta, un elementale, una divinità. La pianta, come Familiar, non è molto comune, ma è usata da chi lavora con le erbe e le pozioni.

La funzione di un famiglio è molto importante: legato magicamente al suo padrone, oltre ad essere compagno fedele, può  essere un’utile spia, può vegliare sul sonno dell’incantatore, essere i suoi occhi e le sue orecchie dove egli non può arrivare. Il famiglio è un animale scelto dall’incantatore perché gli sia d’aiuto nello studio e l’attuazione della magia, è un normale animale che mantiene aspetto, abilità e talenti propri del suo genere, ma usato per rafforzare il lavoro magico, per avvertire del pericolo, per guidare nei viaggi sciamanici, per la guarigione e per favorire la connessione tra umani, animali, piante e l’Altromondo.
La strega  sceglie liberamente l’animale che più si adatta alle sue inclinazioni. lo lega a sé con un rituale strettamente personale, dal momento che il rapporto fra ogni padrone e famiglio sarà unico ed esclusivo.

Per una persona comune non è facile comprendere il significato profondo del legame con i nostri Familiar: sono esperienze molto intime e personali, basate soprattutto sul rispetto, in caso contrario la valenza che condividiamo con loro, verrebbe a mancare, rischiando persino di farli andar via.
Il Famiglio (fisico, astrale o elementale) conferisce delle capacità speciali al suo padrone rinforzando il suo potere magico, alcune creature fisiche fanno questo semplicemente assistendo fisicamente ad un rituale. I Familiar possono migliorare la nostra vita avvisandoci o difendendoci in caso di pericolo. Animali come cani e gatti potrebbero avvertirci con un miagolio o un ringhio, od anche rifiutandosi di entrare in una stanza dove ci sia qualcuno che avvertono di dubbie intenzioni. Essi sveglieranno anche i loro “padroni” durante la notte per avvisarli in casi di fuoco, intrusi od altri potenziali sventure, possiedono tutte le capacità tipiche della razza di appartenenza, unite alle capacità che derivano dal legame con l’incantatore.

Può capitare che i famigli si rifiutino di entrare in un’area dove percepiscono una presenza negativa o che  possano sedersi e fissare la persona dubbia: se sapremo ascoltare questi avvertimenti, avremo anche modo in seguito di verificare che la persona in questione non era positiva o compatibile con noi.
I Familiar animali sono buoni guaritori e percepiscono anche quando qualcuno a cui sono affezionati, è malato: si potrebbe trattare di un malessere emozionale o fisico, ma in ogni caso essi sono in grado di trasmettere confortanti vibrazioni guaritrici.
Un Familiar rafforza il potere magico durante un rituale od un incantesimo: l’accumulo di energia lo attira come un magnete.

Un buon Familiar riesce a comunicare telepaticamente se stiamo usando il tipo appropriato di procedura magica: se resta tranquillo possiamo dedurre che siamo sulla giusta strada, altrimenti si fa notare con un improvviso turbamento che dura finché non gli diamo ascolto.
Familiar fisici o astrali sono compagni frequenti durante viaggi astrali o durante la meditazione, sono protettori e guide in altre dimensioni: seguendoli, si è guidati a nuove sorgenti di informazione, conoscenza e comprensione, in particolare a quelle di natura spirituale.

Nelle tradizioni popolari questi “compagni delle Streghe” suscitano spesso sentimenti inquietanti  di diffidenza e timore, mentre in loro non vi è nulla di negativo o malvagio, anzi sia che appartengano al piano terrestre, sia che appartengano al piano astrale, facilitano la connessione tra esseri umani e tutte le altre creature, e quella più completa tra tutte le creature e la fonte universale del potere spirituale.
Per attrarre un Familiar è necessaria la pazienza e l’ascolto dei nostri cinque sensi. Potrebbe venire a noi attraverso una visione, una meditazione o un sogno, lasciando messaggi alquanto ambigui e misteriosi, la cui interpretazione ci porta alla soluzione di problemi di varia natura. Per esempio potremmo sognare una pianta che si rivela utile per una guarigione, oppure potremmo  notare che un certo oggetto nella casa ci appare spostato o addirittura “perso”: loro stanno cercando di attirare la nostra attenzione per farsi ascoltare.
Nella tradizione giudaico-cristiana i Famigli erano ritenuti demoni minori, che avevano il ruolo di servitori o tramiti per le Streghe, assumendo normalmente  forma di animale che generalmente era il classico gatto nero. Ma non soltanto i gatti erano gli animali indicati come Famigli, vi erano anche corvi, gufi, civette, furetti e cornacchie. In Nuova Guinea era il serpente ad accompagnare gli Stregoni o Sciamani, in Malesia il gufo.

Le maggiori caratteristiche di un famiglio sono:
– l’intelligenza
– i sensi acuti: la presenza del famiglio potenzia i sensi del padrone, di modo che egli possa provare, udire, toccare ciò che prova, sente, tocca il proprio famiglio.

– il legame empatico: non è una comunicazione verbale vera e propria, ma basata su sensazioni attraverso cui padrone e famiglio riescono a comunicare sentimenti, emozioni positive o negative,  senza bisogno di parlare o agire.

– la capacità difensiva del famiglio nei confronti della strega.

Il legame con la strega è una sorta di simbiosi in cui il famiglio trasferisce alla sua padrona le abilità naturali del suo genere. Possono essere famigli questi animali:

 1)  Pipistrello – Civetta – Avvoltoio – Aquila – Poiana – Falco – Gufo – Sparviero: questi animali offrono alla strega l’abilità del volo. Durante il volo la strega non potrà trasportare alcuna altra creatura con sé, nè volare ad una altezza massima superiore ai 100 metri.
2) Gatto – Ermellino – Criceto – Faina – Furetto – Volpe – Martora: tali animali offrono l’abilità nel rimpicciolirsi: la strega è in grado di rimpicciolire le proprie dimensioni fino a pochi cm di altezza.
c) Serpente – Salamandra – Donnola – Rettile – Aracnide – Ratto: questi animali possiedono e offrono l’abilità di risalire le pareti, in tal modo anche la strega è in grado di risalire pareti inclinate o soffitti, rimanendo perfettamente aderente ad esse.
Possedere un famiglio è una lama a doppio taglio, perché un danno inflitto al famiglio verrà avvertito anche dal padrone. Se la strega desidera congedare il famiglio, questo tornerebbe ad essere un animale normale, senza nessuna caratteristica magica, e per 30 giorni la strega non può acquisirne un altro.

La morte del famiglio è un evento traumatico per la strega, che soffre molto per la sua perdita: il legame empatico fra le due creature è talmente forte che l’improvvisa interruzione comporterà per la strega un periodo di sofferenza e debolezza della durata di un mese. Anche la sua arte magica, conseguentemente, sarà indebolita: non riuscirà a lanciare che incantesimi semplici e solo dopo  trenta giorni la Strega potrà acquisire un nuovo famiglio. Se invece è la strega stessa a morire, il famiglio cade in un letargo artificiale dal quale sarà difficile riprendersi.

La tradizione popolare  narra che il padre di ogni famiglio porti il nome di Cagliostro, gatto nero con occhi enormi e gialli. Non si sa molto sulla sua provenienza, di certo vi è solo che egli sia appartenuto ad uno dei più grandi maghi del passato che gli diede il suo nome. Il primo proprietario del felino, vissuto circa 1200 anni or sono, fu la causa indiretta dei suoi poteri, o almeno così si evince dalle parti ancora leggibili dei diari del mago: sulle pagine ingiallite che ci sono pervenute si riesce ancora a leggere qualcosa riguardo la strabiliante trasformazione del gatto, che riuscì ad assorbire le grandi energie gestite dal suo padrone.

Nei diari si legge inoltre che il gatto acquisì gradatamente la parola, l’abilità di levitare, diventare incorporeo, muovere oggetti con la mente, evocare elementali. Immune agli incantesimi di tutti coloro che non avevano grandi doti magiche o mistiche, il gatto si era rivelato completamente refrattario a tutte le magie finalizzate a controllarlo, dominarlo, bloccarlo o ucciderlo sul colpo.

Visti gli straordinari poteri di cui il gatto era in possesso, nel tempo e per generazioni intere maghi e stregoni tentarono di ripercorrere il processo che portò alla nascita di questa creatura, tentando quindi di mettere a punto un rituale o incantesimo che donasse ad un altro gatto, o altro differente animale, poteri simili a quelli di Cagliostro. Ma Cagliostro nacque dal Caos e dal caso, e solo coloro che si avvicinano alla magia affidandosi all’istinto, e dunque al Caos, senza mediazione alcuna, riuscirono nell’intento di richiamare ciò che oggi viene definito famiglio, debole copia di quello che è stato, o è ancora, Cagliostro.

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