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I Filtri d’Amore

I filtri d’amore sono delle mescolanze di erbe e spezie, la cui somministrazione  favorisce la soluzione di molti problemi di ordine sentimentale e affettivo. Sono molto richiesti da persone di ogni età ed estrazione sociale, durante periodi difficili in cui si vive una situazione di sofferenza a causa di un abbandono, un dubbio sulla fedeltà, un dolore causato dal proprio/a compagno/a, un’incertezza circa le intenzioni della persona che amiamo. La vita è piena di problemi in ogni ambito, ma la sfera dei sentimenti è sicuramente quella che ci fa soffrire maggiormente, ci toglie serenità, non ci fa vedere il lato positivo della vita, ci toglie il sonno, l’appetito e il sorriso.

C’è una grande e nobile letteratura che riguarda la preparazione dei filtri d’amore: tutti ricordiamo i filtri della maga Circe, la pozione magica bevuta da Tristano ed Isotta, il famoso filtro di Romeo e Giulietta che induceva la morte solo apparente. Il nome latino dei filtri d’amore era “amatoria pocula”. Il primo termine non ha bisogno di spiegazioni, mentre per il secondo è giusto specificare che significa “bicchiere, piccola tazza” e si riferisce comunque ad un generico recipiente utilizzato per bere.

 L’utilizzo dei filtri d’amore non era visto di buon occhio dagli antichi:romani, in quanto preparati e venduti senza alcuna norma igienica: erano perfino ritenuti potenti veleni  e vietati nelle XII Tavoledel V secolo a.C., cioè il primo codice romano di leggi scritte. L’imperatore Silla, nell’81 a.C.,  emanò la “Lex Cornelia de sicariis et veneficiis”, in cui era  prevista addirittura la pena di morte per i colpevoli. Nonostante ciò, gli amatoria pocula erano molto diffusi in ogni ceto sociale e divennero un elemento ricorrente nell’immaginario collettivo romano. Nel “De vita Caesarum” di Svetonio, composta dalle biografie degli imperatori romani sino a Domiziano, leggiamo che Cesonia, moglie dell’imperatore Caligola “gli fece bere un filtro d’amore, ma che ciò lo rese pazzo.” San Girolamo nel suo “Chronicon”  sostiene che lo scrittore e poeta latino Lucrezio, vissuto nel I sec a.C,. sarebbe morto suicida a 42 anni a causa della pazzia indotta da un filtro amoroso. Secondo alcuni commentatori moderni, potrebbe esistere un nesso tra la l’assunzione di un filtro d’amore e la concezione dell’innamoramento come “follia”, un sentimento che destabilizza l’animo e annienta l’equilibrio razionale.

Un altro importante episodio della storia romana riguardante i filtri d’amore, ha per protagonista Apuleio, il celebre autore de “Le metamorfosi” che era, oltre che un brillante scrittore,  anche un filosofo platonico, esperto di magia bianca e seguace di vari culti iniziatici. Si narra infatti che durante uno dei suoi numerosi viaggi, mentre si dirigeva ad Alessandria, lo scrittore si fermò ospite  del vecchio compagno di studi Ponziano. La madre dell’amico, Emilia Pudentilla, ricca vedova ormai anziana, si innamorò follemente di Apuleio e  decise di sposarlo, nonostante le sue iniziali ritrosie. Poco tempo dopo Ponziano morì e i parenti di Pudentilla, per non perdere l’eredità, accusarono Apuleio di aver sedotto la donna con un filtro d’amore a base di strani pesci marini, per impossessarsi dei suoi beni. Venne dunque avviato un processo a carico dell’accusato e,  secondo la Lex Cornelia, le accuse di -Crimen magiae- avrebbero potuto comportare la pena di morte per Apuleio, il quale tuttavia riuscì ad ottenere l’assoluzione, grazie alla mancanza di prove incriminanti e ad una brillante orazione difensiva. Nell’”Ars amatoria”, la sua opera più famosa, Ovidio indica utile ed efficace l’assunzione di erbe e piante officinali per propiziare l’amore e a questo proposito, consiglia alcune ricette naturali a base di cipolla bianca proveniente dalla Grecia, pinoli, erica e miele. Anche le mandorle comporterebbero degli effetti positivi in amore e molti altri alimenti che oggi abbiamo smesso di considerare medicamentosi o magici.

Molteplici sono i testi medioevali o neopagani in cui si parla di elisir e intrugli misteriosi, di magie e stregonerie messe in atto con l’aiuto delle piante o di parti di animali come pipistrelli, lucertole, conigli, gatti e altri ancora. Senza scomodare queste innocenti creature, ai nostri giorni i filtri d’amore prevedono quasi esclusivamente l’utilizzo di erbe che, scelte con cognizione di causa, ben selezionate e saggiamente mescolate, possono essere d’aiuto in molte circostanze. Il filtro d’amore viene richiesto per rianimare amori spenti, spezzare legami non più desiderati, allontanare una persona dalla vostra vita, avvicinare chi vi piace, aumentare il proprio fascino o la qualità delle proprie prestazioni sessuali.

E’ doveroso ricordare che queste misture, soprattutto quelle che ne prevedono l’assunzione come bevanda, sono proibite dalla legge italiana, in quanto non approvate dal Ministero della Sanità. Ciò nonostante, secondo i criteri Wicca, la vicinanza stretta di tali erbe, il loro valore intrinseco, le loro potenzialità astrali, rendono tali filtri efficaci anche senza venire assunti, semplicemente tenendoli a stretto contatto della persona.

Prima di preparare un filtro d’amore bisognerebbe focalizzare lo scopo che si vuole raggiungere: si desidera migliorare la qualità delle performances sessuali o si vuole restare nella sfera dei sentimenti?
La risposta alla prima domanda presuppone l’uso di afrodisiaci, spesso ricavati da erbe e sostanze naturali come lo zenzero,  la noce moscata, lo zafferano, l’anice, la vaniglia, la cannella, il coriandolo, i chiodi di garofano, il sassafrasso, il cardamomo. Per propiziare invece la sfera del sentimento, c’è un’ampia scelta di erbe come la lavanda, la rosa, la viola del pensiero, la salvia e altre ancora.

Un altro aspetto interessante e utile da chiarire è quello relativo alla scelta di ognuno di attendere e seguire gli sviluppi naturali delle cose, oppure forzare  il destino, indirizzandolo dove noi vorremmo. Prima di decidere di utilizzare un filtro d’amore per risolvere il proprio problema, la persona dovrebbe riflettere se è davvero ciò che desidera e se non sia preferibile attendere gli sviluppi naturali degli eventi. Molte persone non credono che questi filtri siano efficaci e utili; spesso vengono giudicati baggianate legate alla superstizione e alla pseudo magia. Io credo che le erbe abbiano il loro valore intrinseco: basti pensare alle proprietà del  papavero, della valeriana o semplicemente della camomilla, per renderci conto che la Natura ci ha dato tutti gli elementi per stare in salute e vivere serenamente. Inoltre, a potenziare le qualità proprie di ciascuna erba o fiore, c’è l’intenzione positiva e potente di chi seleziona e prepara queste erbe, armonizzandole con il proprio pensiero e la propria volontà e indirizzandole verso il bene.

Dice Ecatone: “Ti indicherò un filtro amoroso, senza pozioni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama.”  Seneca -Epistulae Morales ad Lucilium-

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